"Il vantaggio della cattiva memoria è che si gode parecchie volte delle stesse cose per la prima volta".

Nietzsche, Umano, troppo umano

Nietzsche (1844 - 1900) 
 importante filosofo dell'800, nato nella Sassonia prussiana.

LE ASSOCIAZIONI MENTALI: LA FORTUNA DI UN BRAND 



BRAND ASSOCIATION: associazione di marca, il 4° asset del Brand (vedi precedenti newsletter).

Partiamo dalla definizione di associazione mentale. Secondo il dizionario Garzanti è “l’atto della
mente che stabilisce un nesso fra immagini o pensieri: associazione di idee, una successione di pensieri, ricordi, immagini che affiorano alla coscienza spontaneamente, e che il soggetto esprime senza porre in atto alcun controllo o censura”.

Un’associazione mentale crea quindi una relazione spontanea tra due o più immagini/pensieri. Di conseguenza, l’associazione di marca potremmo definirla come la correlazione istintiva e indipendente che scatta nella mente del consumatore al momento della vista o del riconoscimento di una marca.





Quante tipologie di correlazione esistono? Come, una marca può facilitare il processo di associazione? Rispondendo alla prima domanda: le varietà sono infinite, infinite quante sono le esperienze causate dalle emozioni. Sentimenti ed emozioni sono infatti alla base della correlazione tra Brand e ricordo. Eventi, Spot pubblicitari, Assistenza, Sponsorizzazioni, qualsiasi cosa può servire a creare un legame/ricordo tra il Brand e una particolare idea. Tutto è determinante, niente è sufficiente.  

Cercando di rispondere alla seconda domanda: l'azienda, ad esempio, può cercare di associare il proprio Brand all’idea di “rispetto della natura”, di “potenza”, di “lealtà”, a quella di “coraggio” e così via dicendo. In questi ultimi anni siamo stati testimoni di moltissime campagne pubblicitarie promosse con l’obiettivo di modificare o costruire una precisa identità aziendale (campagne di Corporate Identity).

Grazie alla pubblicità, è sicuramente più semplice per un'azienda costruire un primo legame/rapporto con il consumatore. Tutto accade in pochi secondi: il cliente vede un advertising, si fa un'idea del prodotto/azienda e viene spinto a verificarne l'attendibilità. 

Sono le false promesse a rivelarsi il vero tasto dolente
.
Cosa succede se l'azienda non mantiene la parola data? Se i valori espressi nella campagna non vengono seguiti? In questo caso, si parla di vero e proprio "effetto boomerang": il consumatore associerà il Brand ad una brutta esperienza, perderà fiducia e si rivolgerà alla concorrenza.  

L'azienda deve fare in modo di non mancare mai alle promesse fatte. Avere la fiducia dei consumatori è il primo passo verso la fidelizzazione e aiuta sensibilmente il processo di Brand association. Processo che si rivela lungo e tortuoso: non esistono certezze o formule magiche, una pubblicità vincente aiuta, ma spesso non è sufficiente.

In sintesi potremmo affermare che la Brand association dipende da questi fattori:

        -  dalla storia dell'azienda: passato e presente (cultura, valori, scelte strategiche, ecc.)
        -  dalle scelte sul cosa l'azienda vuole che i consumatori pensino del brand
        -  dall'analisi sul cosa i consumatori percepiscono

Creare Brand association comporta un forte impegno di risorse e tempo. Coca-Cola, Barilla, Nike ed altre famose aziende internazionali, ad esempio, pur se da decenni note ed importanti a livello mondiale, solo oggi si presentano come marche forti (storiche), e riescono a promuoversi-comunicare anche in assenza del loro logo. E’ sufficiente pronunciare il nome. Tutti sanno. Tutti conoscono. "Basta la parola", proprio come diceva la famosa pubblicità della pastiglia Falqui.



Un sincero augurio di buone feste a tutti...
            ...BUON NATALE

 

Simone Serni
Ufficio Marketing & Comunicazione
LoSaiChe@Capecod.it

Newsletter n°36

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