Quello che è scritto senza sforzo
 è sempre letto senza piacere.

S. Johnson


Samuel Johnson (1709-1784), letterato inglese, diede un influsso decisivo alle poetiche del romanticismo. 

NON UN LINGUAGGIO, MA UN PROCESSO


Cari lettori,  

il Plain Language non è propriamente un linguaggio, è invece un processo che come tale prevede vere e proprie fasi di analisi e di sviluppo.

Abbiamo visto che il Plain Language è stato ideato per seguire i cambiamenti socio-culturali di un popolo, e anche per questo non potrà mai divenire un linguaggio parlato: è la sua stessa natura a vietarglielo. 

Il Plain Language non deve e non vuole prendere il posto di una lingua. E' invece: lo strumento e il mezzo, utilizzato da specialisti e studiosi per migliorare e rendere più comprensibili i messaggi e i testi scritti con una lingua già esistente.

E' UN PROCESSO: e come tale procede per fasi (step evolutivi), di analisi dei testi, di sviluppo e di semplificazione linguistica, ottenendo alla fine un prodotto adeguato alle capacità e alle caratteristiche culturali e sociopolitiche del destinatario.

Vediamo insieme quali sono le 3 fasi del processo:

1 FASE: di progettazione. Viene data maggiore rilevanza all’identificazione dei destinatari, delle loro esigenze e delle loro capacità. Si definiscono gli obiettivi dell’azione e di conseguenza la raccolta e l’organizzazione di informazioni "su misura".

2 FASE: di creazione del testo. Viene data una forma grafica e linguistica al piano elaborato in fase di progettazione, dando vita ai messaggi e successivamente adottando tecniche di semplificazione del testo.

3 FASE: di revisione. Viene, se possibile, verificata l’efficacia del testo su lettori reali, e quando necessario vengono apportate delle correzioni.

Scarica ora il file in Pdf Lo Stile e il Plain Language: testi e link per approfondire l'argomento.


Cordiali saluti. 
 

Simone Serni
Ufficio Marketing & Comunicazione
LoSaiChe@Capecod.it

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