"Un'e-mail spedita a sole 10 persone viene successivamente girata ad altre 20 persone che a sua volta contattano altre 20 persone". Tim Draper |
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Cari lettori, l’avvento della Comunicazione web-based, grazie in particolar modo alla notorietà e all’efficacia del mezzo di Comunicazione Internet, ha tracciato delle precise linee di confine che separano la tecnica del Passaparola dal Viral Marketing. Differenze sia di ordine quantitativo che qualitativo, vediamole:
Qualunque sia il business di riferimento e qualunque sia l'ambito nel quale il Viral Marketing vuole essere utilizzato, l'obiettivo di ogni azienda resta sempre quello di far parlare di sé, ovvero fare in modo che le persone maturino consapevolezza del Brand. E' infatti l'opinione dei consumatori, a contare più di tutto; cosa effettivamente essi percepiscono, cosa pensano dell'azienda e del prodotto, quel qualcosa che i Marketers vorrebbero poter comprare proprio come fanno con gli spazi pubblicitari, ma che in realtà si rivela cosa molto ardua. Un esempio per tutti, che può far riflettere: vale poco affermare di essere i numeri uno se i clienti non sono altrettanto convinti di questa affermazione, a tal fine infatti, un'azienda dovrebbe sviluppare delle fasi antecedenti la Comunicazione pubblicitaria, al fine di coinvolgere emotivamente ogni persona che interagisce con l'azienda, sia interna che esterna. Tornando alla Word-of-Mouth Communication, ricordiamo che dunque si rivela determinante non solo perché crea consapevolezza di un Brand, ma soprattutto perché trova il modo che se ne parli. Attenzione a questo punto però a non fare passi falsi, a non tradire la fiducia del cliente, perchè è altrettanto facile che le persone deluse da un servizio mediocre inizino a parlarne male, dando vita ad un catastrofico passaparola negativo. Un cordiale saluto.
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